Scelte di Viteadovest

Viteadovest è un'azienda di Marsala che fa scelte produttive importanti, tanto semplici quanto coraggiose. Si basano su rispetto e conservazione del territorio: così nascono i suoi preziosi vini naturali.

Scelte di Viteadovest

“Vite intrecciate con le radici dei vigneti, che rigogliosi guardano oltre, verso l’orizzonte.”

Racchiudono in queste parole la loro anima da Viteadovest, l’azienda di Marsala che, nata dall’unione tra i vigneti di due famiglie, produce vini naturali nell’area più occidentale della Sicilia. L’obiettivo è raccontare dei luoghi e delle vite che vi si incontrano attraverso un vino che nasce dalla ricerca continua di territorialità, un prodotto non per forza migliore, ma di certo unico, che merita di essere assaggiato.

Tutto avviene tra Marsala e Mazara del Vallo, dove si trovano i terreni coltivati a vite da più di un secolo. Le vigne sono allevate quasi tutto ad alberello, con basse rese per ettaro e, rigorosamente, come vuole la tradizione, nel rispetto della pianta e con la consapevolezza che la sintonia tra uomo e ambiente consente di raggiungere risultati migliori. Una visione che ha conferme nella realtà: con semplicità e sincerità, i vini di Viteadovest raccontano un fare che dà importanza alla storia e alla particolarità di una terra esclusiva, da riscoprire. 

Si inizia dalla campagna, dove vige pieno rispetto dei ritmi e non si utilizzano prodotti di sintesi; si interviene solo manualmente con zappatura e zolfo e, se proprio necessario, con rame. Viteadovest sceglie di vendemmiare lavorando in uvaggio per ottenere diversità e ricchezza nei vini da subito. La raccolta avviene a mano in cassette da 18 kg per rispettare l’integrità dell’uva che, arrivata in cantina, passa alla pigiadiraspatura. Da qui inizia la macerazione delle bucce, che va dai dieci-quindici giorni per i bianchi ai quindici-trenta giorni per i rossi; poi, si passa alla pressatura con torchio verticale idraulico. La fermentazione alcolica avviene spontaneamente in piccoli tini di acciaio da 1.000 litri grazie ai lieviti indigeni presenti sulle bucce e in cantina. La malolattica avviene in piccole botti e tini di acciaio per il bianco e in botti grandi per il rosso: è un processo spontaneo e solo una volta terminato, se necessario, si interviene con un’aggiunta minima di solfiti. Il vino poi matura per almeno un anno sulle fecce nobili che lo arricchiscono e proteggono; il bianco, in base alle annate, lo fa in piccole botti e silos di acciaio, il rosso in botti grandi e il passito rosso in tini di acciaio. Tempo e travasi regalano brillantezza e intensità a ogni vino che, in fase di imbottigliamento, non subisce filtrazioni sterili e chiarifiche ma riceve le attenzioni che merita in virtù delle proprie caratteristiche, come uve e annata.


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