Coi vini Riofavara andiamo a Ispica

È iniziato tutto per caso, all’ingresso di un’azienda agricola che già ci entusiasmava. Un sorso di Nero d’Avola e Riofavara era dei nostri, con i suoi vini di Sicilia fatti come piace a noi.

Coi vini Riofavara andiamo a Ispica

Azienda agricola Riofavara - La valigia di BaccoLa prima visita a Riofavara è stata più di un anno fa. Eravamo a Modica per un meeting sulla birra. Sulla strada del ritorno un posto bellissimo ci suggeriva che era ancora presto per rientrare, era uno di quegli ambienti che piace a noi, che ti invita a fermarti perché ti accorgi che all’interno sarà ancora meglio. Sarebbe bastata anche un’ora.

E allora andiamo!

Massi Padova di Riofavara lo conosciamo, è un amico. L’incontro con lui nei suoi territori si rivela la degna conclusione di un fantastico weekend. Possiamo concederci solo un assaggio perché siamo ancora pieni di birra e così Massi ci propone la sua chicca, un Nero d’Avola che non vorremmo mai lasciare. “In Valigia!” siamo tutti d’accordo: sappiamo come si fa il vino qui, abbiamo visto le vigne e ne abbiamo provato i frutti. La visita è stata fugace, ma in fondo non serve molto altro per convincerci. Riofavara ci piaceva già, ora siamo certi che è un tassello importante per il tipo di enologia che interessa a noi; a Ispica torneremo, ma i vini intanto ce li portiamo.

Perché Riofavara

I vini Riofavara sono biologici, certificati ormai da tanti anni. Lo sapevamo, come eravamo a conoscenza del potenziale dell’azienda agricola e conoscevamo già Massi Padova da tempo; la breve visita che ci ha portati nei luoghi di Riofavara per la prima volta è stata inaspettata e, come accade spesso con le cose improvvise, ha riacceso una lampadina.

Innanzitutto, la famiglia Padova produce uva da sempre, sa che alcuni aspetti della coltivazione restano segreti della natura. Il ruolo dell’ambiente è determinante per Riofavara, lo era nei primi anni di attività e lo resta oggi che l’azienda vinifica anche le uve, non si limita più soltanto ad allevarle. 

Il rilancio della produzione avviene nei primi anni ’90 e ambisce a favorire due varietà regine, che noi adoriamo: il Nero d’Avola e il Moscato di Noto.

Così le autoctone per eccellenza arrivano in bottiglia con metodo e firma Riofavara.

Tra le predilette, abbiamo Spaccaforno, San Basilio e Sciavè, tre Nero d’Avola che provengono da uve trattate coi guanti bianchi; se allevato con riguardo questo vitigno, infatti, sa esprimere davvero tanto e da Riofavara lo sanno. Qui è da anni che coccolano il Nero d’Avola: il primo impianto risale al 1930 in contrada San Basilio, da cui il vino omonimo.

Tra i Moscati ci sono il Notissimo e il Mizzica, il primo vinificato dolce, il secondo in purezza. Diversi eppure uguali, accomunati dall’essere espressioni straordinarie di un vitigno che ricorda il Mediterraneo nei suoi profumi complessi e ricchi, che sanno di territorio.

È questo sapore di Sicilia la cosa che ci piace di più. Lo abbiamo cercato e trovato subito nei vini Riofavara perché è quello che vogliamo in Valigia, quel sapore dei vini autentici che solo la passione e il coraggio sanno produrre. In questi luoghi si potenzia il lavoro manuale a svantaggio dell’automazione ed è facile comprendere quanto una scelta così controcorrente sia faticosa; ma un motivo c’è ed è, come diciamo noi, “Dentro al vino”.

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